venerdì 5 dicembre 2008

Il matrimonio in chiesa

Nella foto copyright di Tusciaweb il Sig. Massimiliano Crocetti prete pedofilo
Sentite che storia ! La raccontano gli avvocati Giacinto Canzona e Anna Orecchioni. Una coppia di Oriolo Romano, 32 e 35 anni, si sposa nel 2005 nella chiesa di San Liberato di Bracciano. Dopo tre anni di matrimonio scoprono che il sacerdote che li aveva sposati è stato condannato per pedofilia. Non ci crederete, ma la coppia non ha retto al colpo ed ha chiesto l'annullamento delle nozze alla Sacra Rota. I due sposi - sottolineano gli avvocati - avevano prenotato la chiesa due anni prima della cerimonia ed avevano fatto il prescritto corso prematrimoniale quando, all'ultimo momento, il sacerdote che aveva seguito i giovani era stato costretto a dare forfait per motivi di salute. Fu per questo motivo che la coppia si rivolse a don Massimiliano Crocetti, parroco di Oriolo Romano, per la celebrazione del matrimonio.

Oggi, nel 2008, si viene a sapere che il suddetto sacerdote è stato condannato a quattro anni e quattro mesi di reclusione per aver abusato su due minorenni. I due piccioncini non ci hanno pensato due volte: hanno chiesto l'annullamento del matrimonio al tribunale ecclesiatico per "indegnità del celebrante".

1) Secondo il diritto canonico ministri del matrimonio sono gli sposi;

2) Se credi in Dio e prometti davanti a Lui di amare una persona tutta la vita, poco dovrebbe importare che il prete sia uno schifoso porco;

3) Che moltissimi preti siano luridi pedofili è cosa ormai risaputa, ma questo non dovrebbe impedire alla gente di sposarsi e di rimanere insieme;

4) Cosa faranno questi due opportunisti ? si risposeranno o approfitteranno dell'abuso ai danni di due minorenni per ottenere una cosa che altrimenti sarebbe vietata?

5) premesso che il prete in questione faccia sufficientemente schifo... non pensate che anche questi due piccioncini siano persone senza scrupoli ?

6) fondamentalmente la Chiesa rifiuta la comunione ai divorziati, ma concede annullamenti a chi paga di più, dimostrando di essere insensibile ai drammi di persone separate, ma di essere sensibilissima ai €€€quattrini$$$

FATEMI UN PIACERE ! NON SPOSATEVI ! E se proprio dovete SPOSATEVI IN COMUNE dove vi aspetteranno tanti sindaci, magari disonesti e ladri, ma difficilmente pedofili !!!

1 commento:

IL PASQUINO DI ORIOLO ROMANO ha detto...

Il Presidente della Fondazione Religio Mundi( Federico Cempella) abbandona il progetto di costruire un Santuario a Oriolo Romano un progetto già noto per essere stato respinto a Bassano Romano, per la realizzazione di un grande programma edilizio dedicato alla memoria di Giovanni Paolo II. Evidentemente un programma che aveva un carattere fortemente speculativo, di alto impatto ambientale, in una area che comprende oltre l?antica via Clodia anche numerose altre testimonianze archeologiche, e peraltro presentato con modalità che sembrano lasciare ampi dubbi sulla consistenza e sulle possibilità imprenditoriali dei proponenti stessi, i quali sono collegati con ambienti immobiliari e con esperienze attuali e pregresse davvero lontane dallo spirito ?religioso e devozionale? che viene propagandato.

tra antenne cosmiche e mecicina radionica per finire con sette neopagane alcuni dei proponenti il progetto non sembravano avere le necessarie credenziali.

Esprimiamo quindi forte preoccupazione e invitiamo le autorità a vigilare ed a respingere maldestri tentativi speculativi che sono sempre più numerosi.

Troppi gli affaristi e gli avventurieri che in questi ultimi anni sono giunti in terra di Tuscia prospettando lavoro e sviluppo salvo scoprire che si trattava di ben altro.

Quello presentato a Oriolo era un consistente intervento edificatorio, da realizzare in area agricola in deroga agli strumenti edilizi, presentato dalla Fondazione Religio Mundi che sostiene di voler ?edificare in Terra Etrusca un Santuario simboleggiante la Nuova Arca d?Alleanza?.

Una ?Arca? che prevedeva edifici e strutture per oltre 22 mila metri cubi solo per le residenze per un totale complessivo di circa 145 mila metri cubi, senza comprendere la Basilica. Ristoranti, impianti sportivi, un eliporto, e naturalmente il santuario: non per combinazione (e non per intervento divino) proprio lungo la linea ferroviaria Viterbo ? Roma.

Per Legambiente Viterbo

Pieranna Falasca